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PALLAVOLO CUTRO 1
AKRAGAS VOLLEY 3
Progressione set: 24/26; 25/23; 21/25; 22/25 .
PALLAVOLO CUTRO: Won (7), Torcasio (16), Gambuzza (15), Bareti (20), Cosentino (10), Tambaro (0), Comito n.e., Vasapollo (0), Iembo (L) . All. Won
AKRAGAS VOLLEY: Maiello (1), Dello Monaco (9), Pichierri (18), Sannino (14), Lombardo (20), Buonfiglio (10), Gebbia (0), Magherini n.e., Cassarino (1), Scimè (L). All. Frinzi Russo
Arbitri: Sasso e De Luca di Taranto
Note: Cutro: aces 5; battute errate 8; muri 10 .
Akragas: aces 7; battute errate 2; muri 18 .
CUTRO - Che peccato. Questa è la prima frase che viene in mente: peccato per quel pizzico di cattiveria mancata in un paio di momenti topici della gara; peccato non prendere punti meritati per quel che si è dato; peccato, soprattutto, per aver visto sfuggire la gara per un episodio - cosa rarissima nel volley, un po' meno per la Pallavolo Cutro - che ha fortemente condizionato l'andamento del quarto set, quello decisivo.
L'Akragas suda le sette proverbiali camicie e deve pure ringraziare la sua buona sorte se oggi è ancora a quattro punti dalla capolista. Le siciliane hanno a lungo tremato e temuto di non farcela al cospetto di un Cutro vivo che ha lottato fino all'ultimo scambio, pur dopo l'ennesimo tiro mancino della Dea Bendata. Il risultato premia eccessivamente la vicecapolista, squadra completa e attrezzata ma non così superiore alle gagliarde biancazzurre.
Ottimo Cutro nelle fasi iniziali: nonostante Frinzi Russo avesse preparato la gara a puntino le biancazzurre non dimostravano alcun timore reverenziale imponendo subito il loro gioco veloce ed efficace. Il + 4 delle cutresi era strameritato e una condotta tattica pulita consentiva di tenere fino al secondo tempo tecnico. Pichierri e Lombardo, le più temute, erano marcate a dovere e non incidevano più di tanto, mentre tra le cutresi la verve delle attaccanti era quella dei giorni migliori. Ma dopo il secondo tempo tecnico un paio di errori delle biancazzurre aiutavano la rimonta delle avversarie e la lotta diventata punto a punto. Poi era la Buonfiglio a entrare in crisi e Cutro si ritrovava a un passo dal traguardo sul 23-21. Qui il muro siciliano diventava granitico, annullava un set-ball delle cutresi e ribaltava la sorte del parziale ai vantaggi. Per quel che si era visto fino a quel momento, un furto.
La rabbia delle biancazzurre era tanta e veniva sfogata tutta alla ripresa del gioco. Frinzi Russo aveva cambiato la nervosa Buonfiglio inserendo la poco incisiva Cassarino, ma il Cutro era spigliatissimo e comandava nettamente le operazioni. Il break cutrese avveniva a cavallo tra il primo e il secondo tempo tecnico: nel quadrato di gioco biancazzurro si alzava pure la polvere e si variavano gli attacchi annichilendo la vicecapolista. Nel finale, con il Cutro a +6, Frinzi Russo reinseriva la Buonfiglio e la vigorosa reazione siciliana faceva tremare le cutresi fino al tanto atteso e sospirato set-point confezionato dalla Cosentino.
Due set equilibratissimi, intanto, avevano riscaldato il diesel della gigantesca Pichierri, che cominciava a far sentire la sua presenza sotto rete. Soffriva soprattutto la Torcasio, marcata strettissima. Ma tutto sommato le biancazzurre c'erano sempre, avvinghiate alle avversarie come l'edera. In vista del traguardo, però, era ancora il muro della vicecapolista a decidere gli ultimi scambi.
Il Cutro, però, non era affatto finito: alla ripresa del gioco le biancazzurre dimostravano tecnica e automatismi raffinati che mettevano subito la museruola alle avversarie. Sul 7-4 per le cutresi l'episodio decisivo: uno scontro fortuito tra la Vasapollo e la Cosentino costringeva la diabolica Deborina a uscire dal campo. Mentre Gianni Alfieri cercava di rimettere in sesto il talento biancazzurro nel quadrato cutrese era il comprensibile caos: le giovanissime Tambaro e Iembo facevano quel che potevano ma i meccanismi erano saltati e l'Akragas era spietato nell'approfittare di un così inaspettato regalo della sorte. Al secondo tempo tecnico la Cosentino acciaccatissima già scongiurava la Won di farla rientrare ma solo sull'11/19 la coreana poteva accoglierne la richiesta. Sembrava comunque finita, e invece il Cutro aveva ancora una reazione insospettabile che faceva barcollare le siciliane: un portentoso parziale di 11/4 rimetteva in discussione tutto, ma sul 22/23 la Pichierri indovinava i due colpi astuti che chiudevano la partita.
Frinzi Russo, alla sua prima vittoria al Sangue di Gatta dopo numerosi tentativi, rimaneva stravolto sulla sua panchina, nemmeno fosse scampato per un pelo al naufragio della Costa Concordia. In effetti, gli è andata di lusso…
NEL PIANTO DI DEBORA LO SPIRITO DI UN GRUPPO STRAORDINARIO
Era disperata Debora Cosentino al termine della gara e quell'asciugamano stretto sul volto non riusciva a contenerne la lacrime copiose. "Non dovevo uscire!", gridava in preda ai singhiozzi, quasi che fosse sua la colpa della sconfitta.
Era già accaduto con la Torcasio, liberatasi dal gesso alla vigilia della gara vinta con il Cefalù, è accaduto ancora di rivedere una biancazzurra che non si arrende, che mette il destino della squadra sopra tutti e sopra tutto.
Debora Cosentino (con Ciconte) al termine della gara
in questa immagine d'altri tempi lo spirito di un gruppo straordinario che non molla mai, sta in questa ragazza inconsolabile disposta a dare una mano alla squadra anche quando la cattiva sorte glielo impedisce, anche se il dolore è implacabile, anche se ogni movimento è impedito dalle fitte lancinanti. Arrivata tardi al volley, Debora ha bruciato le tappe giocandosi ogni volta il posto con il lavoro duro, rimettendosi ogni giorno in discussione anche in un ruolo non suo. Il suo talento innato l'ha resa infine punto fermo di un sestetto che anche su questi episodi di umanità sempre più rara ha costruito la sua pluriennale storia sportiva.
Passerà l'amarezza, Deborina: su quel libro enorme che state scrivendo ci sono ancora tante pagine bianche che aspettano solo di essere riempite. E tra le firme più luminose ci sarà anche la tua.
Marco Ciconte