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PALLAVOLO CUTRO 3
COSTAVERDE CEFALU’ 1
Progressione set: 25/27; 25/23; 25/18; 25/22 .
PALLAVOLO CUTRO: Won (8), Torcasio (9), Gambuzza (16), Bareti (10), Cosentino (20), Tambaro n.e., Comito n.e., Vasapollo (1), Iembo (L) . All. Won
COSTAVERDE CEFALU’: Ingrosso (2), Pitarresi (6), Giogli n.e., Maresca (14), Mercieca (10), Greco (12), Casale (27), Puleo (0), Lo Iacono (L). All. Savasta
Arbitri: Sasso e De Luca di Taranto
Note: Cutro: aces 5; battute errate 7; muri 12 .
Cefalù: aces 5; battute errate 12; muri 12 .
CUTRO – C’è qualcosa di magico in certi trionfi, un alone invisibile che rende un successo diverso da tutti gli altri. Ci sono storie e retroscena che meritano la piena luce dei riflettori, come quella di Serena Torcasio, che – stanca di vedere la sua squadra soffrire la sua assenza - a tre ore dal match si è ribellata alla sfortuna, ha buttato il gesso che le chiudeva la mano e si è presentata in palestra chiedendo alla Won di giocare.
Serena Torcasio
La coreana ha nicchiato perplessa, ha tentato di dissuaderla, l’ha provata nel riscaldamento e un minuto prima della consegna della formazione ha sciolto i dubbi rivoluzionando il sestetto: dentro Torcasio, con Bareti di banda e il jolly Vasapollo opposta ricevitrice.
Così la Pallavolo Cutro ha ottenuto tre punti di platino ai danni del quotatissimo Cefalù, che la spingono in acque chete e, incredibilmente, a due punti dalla zona play-off.
Al sestetto di Savasta non è bastata una formidabile Casale, un autentico cecchino sotto rete, per avere ragione di un Cutro eccellente sul piano della personalità e del carattere, una squadra vera che ha nello spirito di corpo e di gruppo un’arma che le consente a volte di compiere imprese leggendarie.
Già i primi scambi avevano dimostrato che per le siciliane non sarebbe stata una serata facile: la Torcasio aveva bisogno di tempo per entrare nel clima della gara e mentre tutte si dannavano per mantenere assetto e compattezza al muro e alla difesa era la Cosentino a dare sfogo alle sue diavolerie da schiacciatrice del tutto atipica.
Proprio grazie all’efficacia del “Diablo” Cutro conquistava quattro punti di vantaggio, che teneva fino a quota venti. Poi veniva fuori il Cefalù e le biancazzurre faticavano. La battaglia punto a punto si risolveva ai vantaggi, dopo due set-ball delle siciliane annullati dalle cutresi.
Alla ripresa il Cefalù partiva fortissimo e il Cutro sembrava spaesato: in pochi minuti le siciliane conducevano 7-1 e il set sembrava già compromesso.
Won aggiustava il muro e la difesa, la squadra ritrovava la tranquillità e il turno di battuta della Cosentino diventava decisivo per la rimonta. Cefalù ritrovava il bandolo della matassa e allungava nuovamente a + 6 al secondo tempo tecnico. Addio, è finita. Incredibile ma vero, il Cutro rinasceva dalle sue ceneri, murava tutto e alzava dal parquet ogni granello di polvere compiendo il secondo miracolo e tagliando il traguardo sul filo di lana.
Quel secondo set era la chiave di volta del match: al ritorno in campo il Cutro sgommava via rabbioso costringendo più volte all’errore gratuito le avversarie. Cefalù teneva botta fino al secondo tempo tecnico, poi crollava sotto la grandine di muri della Gambuzza, della Torcasio e della Won e dei tocchi astuti della Bareti.
Al Cefalù rimaneva la rimonta della disperazione, ed era proprio qui che emergeva la differenza tra le due squadre. Le siciliane, orfane di centrali credibili, affidavano alla Casale buona parte dei palloni e il cecchino sparava botte da paura. Ma il Cutro era bravo a non scomporsi e a rintuzzare lo svantaggio iniziale di cinque lunghezze con pazienza e concentrazione.
La pausa del secondo tempo tecnico, arrivata con ospiti avanti di tre punti, era decisiva: le cutresi coprivano in seconda linea ogni centimetro di terreno e la Won dettava contrattacchi in fast sui quali Gambuzza e Torcasio erano imprendibili. A tutto il resto pensava “El Diablo” Debora Cosentino, con la sana e imprevedibile incoscienza dei talenti naturali.
Un fragoroso parziale di 11-4 consegnava 4 match-ball alle cutresi, e al terzo tentativo Anna Bareti poteva scatenare la bolgia finale.
E’ il volley, bellezza, e tu non puoi farci niente…
Marco Ciconte