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CUTRO - E’ una vigilia strana, quella della Pallavolo Cutro. Con la sfida alla capolista Heraclea Gela alle porte al Sangue di Gatta si respira l’aria dell’impresa impossibile ma l’atmosfera non è affatto carica di tensione.
Il Cutro, incamerati i tre punti in palio sul campo di Battipaglia, arriva al match con lo squadrone di Scavino con l’organico ridotto al minimo sindacale: per effetto degli infortuni che tengono fuori la Vipera e la Torcasio sono solo sei le atlete a disposizione della Won e persino la coreana, che nei suoi undici anni a Cutro ne ha viste di tutti i colori, si è lasciata andare le prime ore a impercettibili smorfie di perplessità.
Ma con il passare dei giorni il coach biancazzurro se ne è fatta una ragione e ha cominciato a rovistare il suo cilindro alla ricerca della soluzione che possa sorprendere l’avversaria di stasera di rilevantissimo spessore.
Conquistato il podio nella scorsa stagione, il Gela ha fatto manbassa nel mercato estivo con il plateale proposito di uccidere il campionato e volare stavolta direttamente in B1. La base già di ottima fattura è stata integrata con gli arrivi pesanti di Fabiola Ferro – scuola Modica –, delle centrali Salamone e Lentini e del libero Caruso: non c’è che dire una squadra coi fiocchi a cui non manca nulla per stravincere. Le previsioni sono state confermate e le ragazze di Scavino comandano la classifica a punteggio pieno in condivisione con l’Akragas, mezza sorpresa di questo scorcio di stagione.
Di fronte a questo po’ po’ di avversaria le biancazzurre si vestono di umili comprimarie e attendono la partita con l’aria di chi – considerate le circostanze - non ha davvero nulla da perdere. La Won ha avuto una settimana per escogitare qualcosa e non si sa se rinuncerà al libero o se affiderà la maglia rossa alla Iembo, che proprio sabato scorso ha fatto il suo debutto in B. La montagna da scalare è irta e zeppa di insidie per le cutresi, alle quali si chiede una prova di straordinario orgoglio.
Senza due pezzi fondamentali come la Vipera e la Torcasio vincere un set sarebbe già un’impresa, figuriamoci andare a punti.
Tutto dipenderà dalla tenuta della seconda linea, che non può aspettarsi neppure aiuti straordinari dal muro: se sarà in grado di tenere comunque botta agli attacchi della Escher, della Ferro e della Oliva e favorire il rilancio del contrattacco si sarà già a metà dell’opera. Qui, però ci si troverà a superare una difesa che ha nella Caruso un perno straordinario.
Insomma, un vero rompicapo per la Won: e, sinceramente non vorremmo essere nei suoi panni. Ma tant’è: la palla è rotonda, e le sue pazze e imprevedibili evoluzioni possono farsi beffe di tutti. Quale migliore occasione, quindi, per parafrasare il grande Gianni Brera, incredulo cronista del successo azzurro contro il grande Brasile ai Mondiali spagnoli: che brutta noia sarebbe il volley, se a vincere fossero sempre i migliori …
Marco Ciconte